I metalmeccanici di nuovo in sciopero contro padroni e governo

 

Ai padroni non è bastata nemmeno una piattaforma presentata dai sindacati di categoria in linea con i loro desideri. Il punto di maggiore attrito è sul salario. Federmeccanica propone nessun aumento per il 2016 e pochi euro per 2017 e 2018. L’ingordigia degli sfruttatori si è spinta al punto di richiedere le somme che considerano “indebitamente erogate”. In tal modo il 95% degli operai non vedrebbe un euro di aumento e perderebbe altro salario.

D'altra parte, le piattaforme presentate da FIM-FIOM-UILM non si erano discostate molto da quelle cifre. Si discetta su quale sia la reale inflazione, si chiedono verifiche, ma la sostanza è che i vertici sindacali hanno giocato sul terreno scelto dagli industriali, mentre la volontà degli operai è ben altra: il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro e di vita, non il peggioramento.

Il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici è uno dei momenti di scontro più significativi fra opposti interessi di classe, nel quale i comunisti devono saper unire la lotta politica e la lotta economica.

Il progetto dei padroni e del governo che li spalleggia è nota: giungere allo svuotamento del CCNL e aprire la strada alla contrattazione aziendale individuale, aumentando gli orari di fatto, la flessibilità, etc. In sintesi: più sfruttamento degli operai.

In queste condizioni di totale chiusura padronale, zero risultati e perdita di credibilità nei confronti dei lavoratori, FIM-FIOM-UILM, dopo aver fatto di tutto per congelare il malessere degli operai e sparso illusioni a quattro mani, sono state obbligate alla proclamazione di uno sciopero nazionale, seppure solo di 4 ore per il 20 aprile.

Se i vertici FIOM hanno compiuto altri passi indietro e si preparano a firmare un’altra schifezza, non altrettanto hanno fatto gli operai e i delegati più combattivi, che considerano irricevibili le proposte padronali e vogliono rimettere al centro le necessità vitali della massa operaia.

Dunque, nonostante la debolezza delle piattaforme sindacali presentate e delle modalità dello sciopero, la giornata di lotta sarà un’occasione per esprimere la reale volontà della base. 

Lo sciopero del 20 aprile può e deve essere trasformato in sciopero dell’intero turno, con manifestazioni combattive contro Federmeccanica e governo Renzi, collocando gli interessi operai al centro della vertenza, per far saltare il piano reazionario, mettere alle corde i collaborazionisti e cementare la fratellanza fra lavoratori italiani e immigrati.

Scendiamo dunque in piazza decisi e uniti per rivendicare con forza aumenti salariali subito e per tutti, la riduzione generalizzata degli orari a parità di salari; contro la precarietà e l’aumento dei ritmi, per l’occupazione, l’aumento delle pause e dei diritti, la difesa del CCNL.

E’ necessario partecipare e sostenere le lotte degli operai, unirle in un fronte unico dal basso, collegare e sviluppare l’opposizione sindacale di classe.

Soprattutto, è indispensabile unire sotto le  bandiere rivoluzionarie marxiste-leniniste gli elementi di avanguardia del proletariato.

 

Da: Scintilla, n. 68 – aprile 2016

Organo di Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

 

 

--